La Brekdance detta anche B-boynig è una danza di strada che
si è formata tra i giovani di New York negl’anni 70. Il ballo si è diffuso a
macchia d’olio in tutto il mondo grazie soprattutto ai mass-media, e
radicandosi soprattutto in South Korea, United Kingdom, Germany, France,
Russia, e Japan. Questa danza nata nei bassifondi all’inizio era composta da
semplici movimenti presi dalla Capoeira brasiliana dove neri e sudamericani si
volevano mettere in mostra nelle stade. Questi movimenti di danza diventarono sempre
più particolari e acrobatici designando sempre più stili e abilità personali.
Ma la particolarità di questa danza è il contatto continuo con il suolo, nessun
altra ballo aveva fino a quel periodo approfondito i movimenti con lo stretto contatto
con il suolo. Da qui il formarsi di acrobazie come rotazioni (“Spins”&”Glides”),
movimenti frammentati (“electrics” e “freeze”) e passi acrobatici
(“evolutions”), costituendone tuttora la parte prepoderante. Parallelamente
alla danza a terra si è sviluppata anche una particolare danza in piedi
denominata “Electric Boogee” che include movimenti di mimo e robot ed in cui il
ballerino sembra un “pupazzo percorso da numerose correnti elettriche”. Negli
anni 80 la Break Dance fu inserita nel programma del Black Power Movement
(associazione nera molto famosa negli USA) per cercare di risolvere i problemi
di violenza tra le bande rivali della gente di colore.La supremazia su un
territorio, così, non venne più determinata da cruenti scontri tra bande, ma da
sfide di Break in cui la squadre che mostrava maggiori abilità tecniche e
migliori acrobazie vinceva sull’altra.
Blog di tutti i balli esistenti al mondo, con commenti personali. Si parte dai balli antichissimi africani, fino ai nuovi tipi di ballo moderno.
Visualizzazione post con etichetta Capoeira. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Capoeira. Mostra tutti i post
martedì 8 aprile 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
Musica Forrò Coco

Questo tipo di musica ha origine nel nord del Brasile, ed è
una musica che prende influenze dai
ritmi afro-indigeni. “Coco” è anche inteso come ballo eseguito con la medesima
musica, il suo nome deriva dal portoghese, ed è uno slang brasiliano che indica la “testa”
inteso come musica con testi di canzoni improvvisate. Lo stile musicale è di
botta e risposta tra cantante e musica, e ricorda molto lo stile musicale usato
per la capoeira. Questa musica viene suonata in diverse feste
di strada tradizionali del nord-est brasiliano e nel carnevale. La musica è
composta da quattro strumenti principali
: il Ganza. Surdo, Pandeiro e il Triangolo. Sotto un esempio video:
giovedì 30 gennaio 2014
Danza Manì
Questa danza chiamata così nella zona di Las Villas (Cuba),
è molto simili alla capoeira Brasiliana, o alla laghia della Martinicca, o al
Mayoleur della Guadalupa. Essa quindi consiste in una specie di lotta simile al
“pugilato danzato” (definizione di Roger Bastide) . Questo ballo è di origine
africana Bantù ed arrivò a Cuba tramite gli schiavi provenienti dall’Angola
importati nell’isola. Anche il Manì come la capoeira subì delle repressioni e
censure da parte degli schiavisti, per via della pericolosità lesiva nello
svolgersi, che ledeva la forza lavoro degli schiavi nella pratica di questa
danza.
Etichette:
Capoeira,
Danza Manì,
laghia,
mayoleur,
Roger Bastide
lunedì 6 gennaio 2014
Storia della Capoeira
La capoeira (pronuncia portoghese: kapuˈejɾɐ) è un'arte
marziale brasiliana creata principalmente dai discendenti di schiavi africani
nati in Brasile con influenza indigena brasiliana, caratterizzata da elementi
espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti (per questo spesso
scambiata per una danza).
La storia della capoeira è molto complessa e difficile da
tracciare in maniera precisa, soprattutto per la carenza di documenti scritti
al riguardo e per la loro distruzione dopo l'abolizione della schiavitù in
Brasile; di certo sappiamo che trae le sue origini dalla mescolanza di rituali
di lotta e danza di alcune tribù africane già colonie dei portoghesi, catturate
e fatte schiave in massa per essere deportate in Brasile. I primi documenti che
parlano di capoeira risalgono al 1624, si tratta di diari dei capi di
spedizione incaricati di catturare e riportare indietro gli schiavi neri che
tentavano di scappare. Questi documenti fanno riferimento ad uno strano modo di
combattere, "usando calci e testate come fossero veri animali
indomabili". Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli
schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la
lotta con la danza. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo
del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della capoeira a partire dal 1814
venne vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale,
principalmente per impedirne l'aggregazione, anche se alcune fonti dicono che
questa forma di arte marziale ha continuato ad esistere e svilupparsi
considerando il fatto che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni. Il 1888 fu
l'anno di liberazione dalla schiavitù, ma gli schiavi liberati non ebbero modo
di integrarsi facilmente nel tessuto socio-economico. Specie nelle grandi
città, molti di loro si diedero al crimine per sopravvivere, facendo spesso
ricorso alla capoeira negli scontri con altri delinquenti o con la polizia. La
capoeira fu quindi presto associata alla delinquenza di strada, tanto da venire
proibita a livello nazionale già dal 1892. La pratica della capoeira rimase
clandestina (da questo deriva l'uso per ogni capoeirista di un apelido, un
soprannome), spesso violenta e praticata solo nelle strade da individui
malfamati, schedati appunto dalla polizia come capoeiristas.
Nel 1930 la politica nazionalistica del presidente/dittatore
Getúlio Vargas, in cerca di uno sport da promuovere come sport nazionale, diede
l'opportunità a Mestre Bimba di riscattare la fama negativa della capoeira
mediante lo stile di "Lotta Regionale di Bahia", da lui ideato. Nel
1932 gli venne permesso di aprire la prima academia nella quale impose anche
delle regole di disciplina per ripulire la cattiva immagine che l'opinione
pubblica aveva della capoeira. Dopo una pubblica esibizione di Mestre Bimba e
dei suoi allievi finalmente lo sport ebbe il suo riscatto, e cominciò la sua
lenta ascesa.
Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport
nazionale brasiliano. Alla fine del 1979 Mestre Canela lascia il Brasile alla
volta dell'Europa assieme a Mestre Zè-Maria ed altri artisti dell'arte e
cultura brasiliana. Nel 1980 girando per l'Europa non trova gruppi di
capoeiristi e, per mantenere la forma e l’allenamento, decide di confrontarsi
con le realtà delle arti marziali praticate nelle varie nazioni partecipando ad
incontri di karate, kung-fu e full-contact. Nel 1982, una volta stabilitosi a
Viterbo, come buon auspicio alla divulgazione della capoeira in Italia,
costituisce un gruppo al quale dà lo stesso nome del suo primo gruppo fondato a
Rio de Janeiro dieci anni prima: nasce così a Viterbo il gruppo di capoeira
Mangangà.
Iscriviti a:
Post (Atom)

