martedì 17 dicembre 2013

Danze del Burundi



Le danze del Burundi son accompagnate dal tamburo, il quale è uno strumento importantissimo per la cultura di questo Stato. Queste danze con la loro musica son riuscite a farsi conoscere in tutto il mondo per la loro grandiosa interpretazione sia a livello strumentale percussionista, sia con le loro danze. Questi balli vengono effettuati nelle feste e cerimonie popolari coinvolgendo tutta la comunità e hanno un legame mistico tra il popolo, il tamburo e il tempo. Durante lo spettacolo i “drummers” del Burundi generalmente formano un gruppo di una ventina di persone che entrano in scena suonando il tamburo appoggiato sulla testa e al contempo suonano, cantano e danzano. Da qui il tamburista solista può esibirsi in una danza (di solito una danza di guerra) picchiando  il suo tamburo con gesti acrobatici che sfidano la gravità, e talvolta mimando il gesto del taglio alla gola con il significato : "Posso morire se ho tradito la Drum". Ogni danza, ogni evento e ad ogni festa, han un significato proprio specifico. Sono danze di un’energia unica dal ritmo inebriante e vigoroso, che collega il danzatore tra due mondi quello spirituale e quello fisico. 


lunedì 16 dicembre 2013

La danza del candelabro “Raks Shamadan”




Questa danza nasce agli inizi del XX secolo in Egitto, anche se le esatte origini non son perfettamente chiare si dice che sia nata nel contesto cerimoniale  matrimoniale. Nei matrimoni (o zeffa) egiziani tradizionali era usanza che un ricco e chiassoso corteo di parenti e amici, guidato da una danzatrice e da un gruppo di musicisti, accompagnasse la sposa dalla casa paterna a quella del marito, e il percorso veniva rischiarato da delle candele per illuminare simbolicamente il nuovo cammino della sposa. Secondo Mahmoud Reda la danza del candelabro sarebbe stata introdotta in Egitto dai turchi Ottomani, quando la danzatrice Zouba el Klobatiyya animò per la prima volta una Zeffa portando in equilibrio sulla testa un Klob, una grande lanterna con la fiammella accesa. Il candelabro a più luci, lo Shamadan, fu utilizzato per la prima volta dalla leggendaria Shafia el Koptia ai primi del '900 e subito conquistò un ruolo di primo piano all'interno delle cerimonie nuziali egiziane. Ai nostri giorni la cerimonia si è spostata dalla strada agli hotel  iniziando nel foyer dell'albergo, dove una danzatrice indossa il candelabro acceso e ballando conduce il corteo e gli sposi nel salone della festa. Nella danza la ballerina con movimenti lenti s e soffici tiene in equilibrio un candelabro in testa. L’esibizione comprende anche una parte a terra  rendendo più difficoltosa la danza e aumentando la suspance del pubblico. La difficoltà di ballare bilanciando sulla testa un pesante candelabro acceso può far pensare che i brani musicali che accompagnano Raks Shamadan siano sempre molto lenti; in realtà si danza su composizioni vivaci e brillanti, adatte all'atmosfera festosa della Zeffa, spesso accompagnate con i cimbali dalla stessa danzatrice.



domenica 15 dicembre 2013

La danza del serpente



Questa Danza viene praticata intorno al 20 di Agosto  e viene fatta con l’alternarsi di due anni. Il gruppo indiano che la pratica proviene dall’Arizona nordoccidentale, gli Hopi. Prima della presentazione in pubblico della danza si eseguono delle cerimonie segrete della durata di otto giorni. La danza è una supplica alle divinità per la pioggia. I serpenti vengono considerati dagli Hopi come antichi fratelli antenati e per questo dotati di poteri di intercessione tra l’uomo e gli dei.

venerdì 13 dicembre 2013

OCHOSI





Ochosi (Detto anche Oshosi,Oxosse) rappresenta il cacciatore infallibile, è sincretizzato nella religione cristiana con San Humberto ( san Pantaleon in Brasile) . Insieme a Oggun và a caccia per procurare il cibo per Obatalà e Olofin, ed è l’unico degli Orisha che al contempo è anche stregone e quindi è anche il prottettore di chi si deve sottoporre ad interventi chirurgici o medici  (questa dote gli è stata riconosciuta per via della sua esperienza del bosco e degli animali). E’ spesso rappresentato come un guerriero abbronzato dal sole, e indossa un capello di pelliccia di tigre o di leopardo, una gonnella di paglia e una collana di perle blu di Prussia e coralli. I suoi oggetti attribuitigli sono: tre archi, tre frecce lunghe e tre brevi, tre lance, machete quattro scudi, due cani e due braccialetti di metallo contorto. I colori rappresentativi possono essere il viola scuro,il verde e nero,oppure l’ambra e il blù scuro. Inoltre a lui si rivolgono coloro che hanno problemi con la giustizia e del matrimonio. Nella danza lo si rappresenta nella mimica della caccia ,ad esempio con lo scoccare di una freccia dal proprio arco.