
Si suona tenendo un legno appoggiato ad una mano chiusa a
coppa che funge da cassa armonica (quando non sia già incorporata con uno scavo nel legno) e l’altra mano batte con
l’altro legno sul punto mediano con un movimento morbido e rilassato. Il suono
così diventa acuto e penetrante diventando così facilmente udibile in qualsiasi
contesto sonoro. Il ritmo prodotto nella clave è un ritmo sincopato dove ci son
tre colpi e uno lineare dove ne compaiono due. Quindi si possono
distinguere due modalità di accenti
forti (quando si batte) e deboli (in levare). I tempi deboli o in levare sono:
2,4,6,8, mentre i tempi forti o in battere sono 1,3,5,7. Quindi possiamo dire
che lo scandire del tempo con la clave sia la base di tutta la musica caraibica
e del canto che si appoggia e si incastra perfettamente sugli accenti della
clave rivelandone la direzione di partenza.
Inoltre esiste anche per i ritmi ternari composti (per lo
più 6/8) la clave abakwà (o di columbia, o di palo Bantù) ed una serie di suoi
derivati, tutti usati nel folclore e nella santeria.
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