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martedì 13 maggio 2014

Osain





Questo dio è l’Orisha delle piante selvatiche, della guarigione e della magia. E’ considerato un grande mago e quindi qualsiasi cerimonia non può accadere se non c’è la sua presenza. Osain si dice sia il padrino di Chango al quale avrebbe insegnato a sputare fuoco e a lanciare fulmini. Questa divinità è spesso raffigurata come un uomo  birichino estremamente sfigurato, con un occhio una mano, un piede e ha un minuscolo orecchio che può sentire anche il cadere di uno spillo. Egli mantiene tutta la sua magia in una zucca che pende in alto in un albero. I suoi numeri sono il 7 e il 21, e la collana sua rappresentativa è di colori misti. E’ sincretizzato nella religione cristiana come San Silvestro.


martedì 6 maggio 2014

ORISHA OKO




Orisha Oko è una divinità  della religione Yoruba ed è sincretizzato nella religione Cristiana come San Isidro Labrador , patrono degli agricoltori. Infatti  questa divinità è la protettrice della lavorazione dei terreni, ed è considerata come fonte di vita in quanto fornisce ogni sostegno alimentare per gli esseri viventi. Orisha Oko assicura la prosperità dei raccolti , i loro messaggeri sono api e rappresenta la prosperità e la fertilità , quindi le donne infertili si rivolgono a lui . Esso costituisce una trilogia importante Oke e Oggue responsabile per le colture , le piogge , il fuoco interiore capace di dividere la terra e gli animali. Ha due personalità , di giorno rappresenta l'uomo puro e perfetto , mentre nella notte è mascherato da Iku ( morte) . Il suo nome deriva da Yorùbá orisa Oko ( Orisha battuto ). 









mercoledì 16 aprile 2014

BABALU’ AYE’




Questa divinità è conosciuta anche con il nome Omolu, Shonponno e Obaluaiye, è un’orisha molto importante della religione afroamericana. Babalù Ayè è figlio di Yemaja e Orungan e il suo nome deriva da Oba (re) e da Aiye (terra) a indicare che lui è il re della terra. Questa divinità è associata alle malattie infettive e contagiose e per ciò viene invocato per curarle. Il suo culto si è diffuso a Cuba all’interno delle forme Religiose Palo , in Quella Vudù haitiana e nei sincretismi Religiosi brasiliani Umbanda e Candomblé . Nella religione cubana è a  San Lazzaro, mentre in Brasile come San Rocco, questo perché entrambi i santi cattolici furono martoriati dalle piaghe. I suoi colori di rappresentazione son il blu, il marrone, il rosso, il viola, mentre il suo numero magico è il 17. Durante i rituali religiosi  vengono offerti a Babalà Ayè  riso, frumento, cipolla e pesce. Nella rappresentazione di questi rituali volti alla divinità, è usanza coprirsi la testa con delle frange di paglia e eseguire una danza chiamata Opanijè avendo il significato di “egli uccide e poi mangia”. Sotto un video rappresentativo:




mercoledì 26 marzo 2014

OBBA




Obba è un guerriero Orisha che rappresenta l’amore, la sofferenza, e simboleggia la fedeltà coniugale. Questa divinità è legata ai laghi e agli stagni, e abita nei cimiteri. È sincretizzato con la religione cristiana a Santa Caterina di Palermo e a Santa Rita. Il suo numero è il nove e d i suoi multipli, e il colore per identificarlo è il rosa o il viola. I suoi oggetti possono essere i seguenti: un’ incudine di legno , un coltello, una spada, una mano di lumache , un scudo, una maschera e un timone. Obba indossa un abito rosa o lilla e la testa coperta con una sciarpa dello stesso colore.

lunedì 17 marzo 2014

OYA’




Oyà è una dea della mitologia Yoruba, essa  ha il controllo del vento, dei terremoti, dei tornado ed ei fenomeni naturali intensi e impetuosi come i fulmini. Oyà viene definita la madre del caos e dei cambiamenti, ed è una dea guerriera  patrona dell'abilità femminile di governare. Spesso la si rappresenta con il fuoco in mano perché è considerata anche la signora delle fiamme.  E’ la moglie di Oggun e successivamente di Shango . Nella danza viene rappresentata con un machete in mano  che le fa valere il suo grande potere di dominatrice. In Brasile questa divinità è conosciuta con il nome di Yansa, a Haiti invece è chiamata Aido-Wedo e nella santeria cubana Olla. Vive alle porte dei cimiteri ed insieme ad Obatala, Eleggua e Obba è uno dei 4 venti che comanda con i suoi "iruche" (i suoi attributi code di cavallo) e la sua gestualità è uguale a quella dello sposo. Il suo giorno è il venerdì ed il suo numero è il nove, le appartengono tutti i colori tranne il nero. Nella religione europea è santa Barbara, Nostra Signora della Calderia, Giovanna d'Arco e Santa Teresa del Bambin Gesù. Si festeggia il 4 di dicembre ed il 2 di febbraio. Il suo giorno è il sabato. I suoi numeri sono il 9, il 19, il 29, il 39, il 49, il 99 e i multipli di 9. In Africa, nella religione tradizionale Yoruba, le è stato assegnato il ruolo di patrona del fiiume Niger e i suoi nove figli sono i nove affluenti del fiume. Viene invocata affinché trasmetta quella saggezza necessaria per superare situazioni difficili.In Nigeria, il suo culto è praticato dai devoti nelle loro stesse abitazioni, all'interno delle quali viene allestito un altare, caratterizzato da un vaso coperto circondato da amuleti e vari oggetti magici caricati di valenze simboliche: corone di rame, una spada, perle di vetro colorato, corna di bufalo. Per ingraziarsi la dea, i suoi seguaci le offrono i suoi cibi preferiti, quali melanzane e torte a base di fagioli. Qui sotto un esempio delle dea rappresentata nella danza: 


giovedì 20 febbraio 2014

IBEYIS




Secondo la mitologia yoruba , Ebeyis sono due bambini , gemelli, maschio e femmina , e sono chiamati Taewo e Kainde . Essi sono figli di Chango e Oshun . essi sono i protettori dei gemelli, ma proteggono tutti i bambini. La data in cui si festeggiano queste divinità è il 27 settembre distribuendo dolciumi a tutti i bambini. Vengono rappresentati simbolicamente con oggetti doppi (gemelli), come tamburi, campane ,vasi. Essi sono identificati con i santi cattolici Cosma e Damiano , due fratelli martiri in tempi di Diocleziano , e sono rappresentati con due bambole in legno seduto su sgabelli e attaccato da una stringa.


sabato 8 febbraio 2014

OKE’





Okè è L’Orisha delle altezze o degli aumenti di altezza come colline e territori montuosi. Lui è la rappresentazione della perfezione allo stato primordiale umano ed è nato direttamente da Olodumare (divinità),  al quale ritornerà ad essa dopo la morte. Lui è un simbolo dei misteri della Olofin e la fermezza della madre terra. Okè è sintretizzato con il cristianesimo con Santiago de Compostela il patrone della Spagna.

mercoledì 22 gennaio 2014

OBBATALA’





Questa divinità detta anche Obatalà, Oxalà, Ochalà, è un’amante di tutto ciò che è puro, bianco e  pulito, ed è il dio che riesce a evitare le liti tra tutte le altre divinità Orisha. Obbatalà è considerato il grande padre (o madre perche ha entrambe le sembianze ) che ha assistito alla creazione e che ha ordinato a Oloddumare di creare tutta l’umanità. Obbatalà fu il primo a scendere sulla terra e creò le terre emerse, sul punto in cui cadde sorse la città di Ife a lui consacrata. Veste di bianco perché il bianco comprende tutti i colori della luce e quindi tutte le divinità. In Brasile è chiamato Oxala Dolokum, mentre è sincretizzato nella Nostra Signora della Misericodia nella religione cristiana. E’ considerato un guerriero pacifico,  di giustizia, e ha anche potere terapeutici.  Lo si festeggia il 24 settembre o il 25 dicembre è il suo simbolo è una coda di cavallo ricoperta di conchiglie da cipria. I suoi numeri sono l'8 e i suoi multipli compreso il 38. Il suo giorno è la domenica. 



Qui un esempio di danza in onore alla divinità:

    

mercoledì 15 gennaio 2014

ODDUA



Anch’esso una delle principali divinità della religione Yoruba, è anche conosciuto in altri paesi con il nome di  Odudua, Odua, Oodua . Oddua è u un orisha a cui viene attribuita la creazione, nel sincretismo cristiano è visto in come Gesù Cristo. Lui vive nel profondo buio della notte e ha un solo occhio fosforescente, in pratica è considerato come una massa enorme e spirituale che non ha forma,  e è lui il fondatore della teologia Yoruba, l suo nome deriva Oduduwa (Lord dell'altro mondo o la nostra destinazione). Oddua rappresenta i misteri ei segreti della morte.  I simboli di Oddua sono: un cofanetto d’argento, un lucchetto. Oddua rappresenta la continuazione e la trasformazione del potere spirituale dopo la morte di eggun moto.



mercoledì 8 gennaio 2014

ORULA




Orula (chiamato anche Orunmila), è l’Orisha della saggezza, della conoscenza e della divinazione. E’ venerato principalmente nell’ovest dell’Africa, a Cuba, Brasile e negli Stati Uniti. I suoi seguaci e sacerdoti son conosciuti con il nominativo di “Babalawo”. In Africa Orula è riconosciuto come uno spirito primordiale presente al momento della creazione, e che discende in mezzo agli uomini come un sacerdote per insegnare  una forma avanzata di conoscenza e dell'etica spirituale. Nella religione Yoruba è uno spirito che conosce il destino di ogni uomo ed è l’incarnazione dela conoscenza e della saggezza di Ifà.  Inoltre Orula Lavora con erbe e radici per curare le persone. I suoi colori sono il giallo e il verde, e il suo eleke (collana di perline) è fatto di perline gialle e verdi, alternate.


 Orula protegge contro la malattia mentale e la pazzia. Nella religione cattolica, è sincretizzato con San Francesco d'Assisi, la cui festa è il 4 ottobre.


venerdì 13 dicembre 2013

OCHOSI





Ochosi (Detto anche Oshosi,Oxosse) rappresenta il cacciatore infallibile, è sincretizzato nella religione cristiana con San Humberto ( san Pantaleon in Brasile) . Insieme a Oggun và a caccia per procurare il cibo per Obatalà e Olofin, ed è l’unico degli Orisha che al contempo è anche stregone e quindi è anche il prottettore di chi si deve sottoporre ad interventi chirurgici o medici  (questa dote gli è stata riconosciuta per via della sua esperienza del bosco e degli animali). E’ spesso rappresentato come un guerriero abbronzato dal sole, e indossa un capello di pelliccia di tigre o di leopardo, una gonnella di paglia e una collana di perle blu di Prussia e coralli. I suoi oggetti attribuitigli sono: tre archi, tre frecce lunghe e tre brevi, tre lance, machete quattro scudi, due cani e due braccialetti di metallo contorto. I colori rappresentativi possono essere il viola scuro,il verde e nero,oppure l’ambra e il blù scuro. Inoltre a lui si rivolgono coloro che hanno problemi con la giustizia e del matrimonio. Nella danza lo si rappresenta nella mimica della caccia ,ad esempio con lo scoccare di una freccia dal proprio arco.


          

giovedì 5 dicembre 2013

CHANGO




Detto anche shango, sango, xangò, e in molte altre varianti è un importante semidio della religione yoruba. Chango è una divinità potente associata al fuoco e ai fulmini e ha un ruolo importante nei culti afro-americani ed è paragonato a San Girolamo nel sincretismo cristiano. Il suo carattere è violento e vendicativo, ed è un cacciatore, saccheggiatore. Però inoltre è un giustiziere e castiga i bugiardi, ma è anche coraggioso e virile. Per tutte queste caratteristiche chango è stato il simbolo per il popolo afro-americano contro l’oppressione da parte dei bianchi. Le sue origini lo ritengono figlio di Yemaya e Aganju (signore del fiume), e ha avuto numerose mogli e amanti come Oya (prima moglie), Oxum (seconda moglie), e Obà (concubina). 




Chango viene spesso rappresentato con un'arma chiamata Oxê, un'ascia bipenne, che rappresenta l'azione rapida ed efficace della giustizia. Negli altari in onore di Chango compare spesso una scultura che rappresenta una donna dallo sguardo tranquillo e distaccato che dona quest'arma al dio-eroe.

Racconti tradizionali

Il concepimento di Chango da Yemaya è oggetto di un racconto yoruba. Si narra che un giorno Aganju non voleva concedere a Yemaya il permesso di attraversare il fiume. Quest'ultima cercò di aggirare il divieto trasformandosi in una piacente donna e lasciandosi circuire da Aganju, e dalla loro unione fu concepito Chango.
Un altro racconto tradizionale sull'infanzia e la gioventù di Chango descrive il suo incontro col padre in un bosco. Aganju non lo riconobbe, e cercò di ucciderlo per mangiarlo. Oya, accortasi del pericolo, corse ad avvertire Obatala (dio sia maschile che femminile considerato in alcune tradizioni madre di chango), che in origine era signora dei fulmini; Obatala trasferì a Oya il proprio potere, e questa salvò Chango dando fuoco al bosco. Chango sarebbe in seguito diventato egli stesso signore del fuoco.

Qui sotto un video molto dettagliato interpretato dal Ballerino Maykel Fonts :



giovedì 28 novembre 2013

OGGUN




Questa divinità nota anche con il nome Ogoun, Ogou o in altre varianti, è un semidio Orisha della guerra, del fuoco, della caccia e dell’agricoltura. In Brasile questa divinità (nella religione Candomblè) è anche protettore dei fabbri, meccanici, scultori, militari e protegge dalla febbre e dagli infortuni da metalli. E’ raffigurato abitualmente con la posa da guerriero con in mano un machete, vestito di viola e con una gonna che lo protegge dai mali del mondo. Oggun È incaricato di procurare il cibo a tutti gli orisha ed è stato prima di tutto un cacciatore denominato “Tobe Ode”, che scese dal cielo su una ragnatela già prima che il processo di creazione fosse concluso, per cercare l'ambiente ideale per la vita umana. Spesso viene identificato con san Pietro, mentre nella religione Candomblé dell'America del Sud con san Giorgio o con san Sebastiano, a Bahia con sant'Antonio, a Cuba è identificato infine con san Paolo e san Giovanni Battista, grazie a quell'articolato sincretismo religioso che caratterizza i culti americani. È da sottolineare come nel passaggio dall'Africa alle Americhe, Oggun abbia perso alcune prerogative, come ad esempio la sua influenza sulla fertilità dei campi, in quanto gli schiavi neri non focalizzavano le loro attenzioni verso le piantagioni, dato che il raccolto non era gestito da loro. Oggun ha invece conservato l'autorità sulla montagne e sui boschi e i devoti prima di avventurarsi in escursioni tendono a raccomandarsi a lui. I suoi strumenti sono: un bollitore di ferro di tre gambe ,i ferri di cavallo, i chiodi di ferrovia, un pezzo di ferrovia, freno di cavallo, spade, punte, pale, machete, la massa, l'insieme di incudine e martello rappresenta la forgiatura del ferro, strumenti di lavoro in generale, catene, revolver, fucile, coltelli (di cui è proprietario), achabbá (catena con 21 pezzi), il cappello di guao, mariwó, lance, magneti, ecc…
Oggun è conosciuto da due balli caratteristici: la danza del guerriero, in cui oscilla il machete rompendo l'aria, mentre lui avanza con un piede e trascina l'altro e la danza del lavoratore in cui egli imita la raccolta con il machete, o come se stesse martellando come un fabbro . Gli altri devono imitare i movimenti di Oggun, danzando in cerchio.






giovedì 21 novembre 2013

ELEGUA’


 

Eleguà (chiamato anche Esu, Exù, Eshu) è una delle divinità più rispettate nella religione yoruba. Con il sincretismo cristiano è paragonato a Sant’Antonio da Padova o a San Michele, ma spesso viene confuso con il demonio. Questa divinità svolge un ruolo importante fra gli dei (Orisha) e l’uomo.  A lui vengono  attribuiti i colpi di fortuna, le intuizioni geniali, il buon successo nel commercio e nelle imprese di qualsiasi genere. Per questo motivo, lo si invoca all'inizio di ogni attività, e all'inizio di ogni rituale religioso e magico e anche l'ultimo al quale si rivolgono le attenzioni e le invocazioni dei fedeli, visto il suo ruolo di messaggero e di protettore dei responsi. È il protettore dei viaggiatori e il dio delle strade (e in particolare degli incroci dove vengono lasciate offerte in suo onore), oltre ad essere il custode della casa. È associato alla fertilità e non a caso viene spesso raffigurato con organi sessuali vistosi. In suo onore è consigliabile collocare una pietra dalla forma umanoide dietro la porta e sul pavimento. Il suo giorno è il lunedì, ma molti fedeli lo festeggiano, in aggiunta, anche il terzo giorno di ogni mese.Protegge anche dalla povertà e dalla morte per emorragia.I suoi colori sono il rosso e il nero, predilige i giocattoli da bambino, le monete e gli attrezzi per la pesca. I suoi animali prediletti sono galli, polli e tartarughe. l suo simbolo è una collana imperlata con elementi rossi e neri che rappresentano i due poli opposti: la vita e la morte, la guerra e la pace, la sfortuna e la buona sorte.È il primo degli Orisha guerrieri e nelle raffigurazioni precede gli altri, la sposa di elegua è la sensuale Pomba-Gira che simboleggia la seduzione la condotta lussuriosa (fino all'omosessualità e al sadomasochismo), e il cui aiuto viene invocato per risolvere problemi sentimentali o sessuali. Elegua ha anche elementi del trickster; in particolare, si prende spesso gioco degli uomini, talvolta li burla e li raggira o li tenta, al fine di aiutarli a maturare. Anche il suo carattere è ambivalente, da un lato si dimostra dispettoso, irascibile e violento, dall'altro invece appare spesso allegro, benevolo e protettivo.                       Vi lascio ora a un video di una danza dove viene rappresentata questa divinità (coreografia di Luis Jorge Camino):
 

venerdì 15 novembre 2013

YEMAYA’




Questa divinità femminile rappresenta la madre della vita e la signora del mare. Come madre sa essere dolce, giustiziera e premurosa per il sostentamento delle richieste da parte dei propri figli, ma è anche astuta e indomabile. Le piace cacciare e maneggiare il machete, e se si arrabbia i suoi castighi sono duri e la sua vendetta è terribile. È vestita con sette gonne sovrapposte, un corpetto blu con serpentine bianche e una cintura con la fibbia a rombo che le ricopre l’ombelico. I suoi colori son il bianco e il blu ed è paragonata cristianamente alla  Vergine della Regola. Sotto un video rappresentativo della danza in onore alla divinità: